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testo di prova

Denis Zanette

Il Gigante buono di Sacile, campione del ciclismo.

“Aveva solo due scopi nella vita: correre in bicicletta e creare la famiglia”.

Denis Zanette (Sacile, 23.03.1970 – Sacile, 10.01.2003) nasce a Sacile, ultimo di quattro fratelli e inizia a correre in bicicletta a 6 anni nella locale società ciclistica, la Sacilese, vincendo 27 corse con i giovanissimi e 6 con gli juniores. Nel 1983 il papà, imbianchino, muore per un infarto a soli 47 anni. Ecco che Denis, come tutta la famiglia, si rimbocca ulteriormente le maniche e, nel tempo libero tra scuola e allenamenti, da una mano al fratello maggiore Claudio che porta avanti l’azienda di famiglia.

Atleta caparbio, regala la prima gioia sportiva alla sua famiglia da dilettante nel 1991. Per la mamma Edda, che andava fiera dei suoi risultati sportivi seguendolo da vicino quando possibile, aveva infatti portato a casa la maglia tricolore di campione italiano dei dilettanti di seconda serie. Questo prestigioso biglietto da visita gli servì per aprirsi la strada nel difficile mondo del professionismo.

Professionista dal 1995, ha indossato le maglie di Aki, Vini Caldirola, Team Polti e Liquigas, disputando otto Giri d’Italia, un Tour de France, due Vuelta e un campionato del mondo, collezionando, grazie anche alle sue doti di passista – veloce, cinque vittorie tra le quali spiccano le due tappe al Giro d’Italia (1995, 18ª tappa Stradella-Santuario di Vicoforte, vinta correndo per la Aki – Gipiemme e 2001 10ª tappa lido di Jesolo-Lubiana con la maglia della Liquigas). Da ricordare anche il terzo posto al Giro delle Fiandre del 2001. In questo periodo lavora per capitani come Casagrande e Rebellin; ed è proprio quest’ultimo a volerlo in nazionale per il Mondiale del 2000 a Plouay. Le sue due vittorie di tappa al Giro d’Italia sono state immortalate da Vico Calabrò, l’artista appassionato di ciclismo, che per oltre 30 anni ha seguito il Giro producendo opere grafiche, pubblicazioni, incontri, mostre e dipinti murali, ispirato dai volti, i paesaggi, i luoghi, le situazioni trasformando le strade in nuvole, la fatica in musica, le biciclette in colombe o rondini.  

Nel 2002 entra nell’organico del Team Fassa Bortolo nel 2002 dove sin da subito si fa apprezzare da tutti per le sue grandi qualità umane che lo hanno sempre caratterizzato: la gentilezza e l’umiltà, così come la fedeltà e la grande dedizione alla squadra ed ai suoi leader. Nel 2003 avrebbe iniziato la sua nona stagione tra i professionisti con il team diretto da Giancarlo Ferretti che di lui disse ”Era un ragazzo gentilissimo, cortesissimo, di una umiltà incredibile. E certamente un buon corridore”, ma un imprevedibile problema cardiaco pose fine alla sua vita prematuramente lasciando la moglie e le amate figliolette Anna e Paola di 5 anni e di 8 mesi.

Denis è stato un campione anche di stile: mai una frase sopra le righe, e sempre disponibile verso le società ciclistiche locali, che se lo contendevano in occasione delle numerose feste sociali. 

“Aveva solo due scopi nella vita: correre in bicicletta e creare la famiglia”. È questa la descrizione esemplare che ha fatto il fratello maggiore di Denis, da sempre suo mentore. 

In memoria di questo illustre cittadino è intitolata la ciclabile cittadina.