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Il percorso “Denis Zanette” lungo il torrente Paisa

L’antica e attraente Città di Sacile, chiamata dai Veneti “Giardino della Serenissima”, è il Comune più occidentale del Friuli Venezia Giulia. Città d’acqua, Sacile nacque e si sviluppò sulle rive di uno dei fiumi più importanti del territorio friulano, la Livenza (1).

Il percorso “Denis Zanette” (1970-2003), campione sacilese di ciclismo, morto prematuramente, a cui è intitolata anche la ciclopista che costeggia l’affluente al fiume Livenza, il torrente Paisa (2), si inserisce nella strategia della Città di Sacile, avviata agli inizi del Duemila, per promuovere sani stili di vita e la prevenzione nei suoi diversi aspetti, come indicano l’OMS e la Rete Italiana Città Sane a cui Sacile aderisce.

Si tratta di un percorso urbano lungo circa 4 chilometri, adatto per famiglie, adulti, anziani, gruppi di cammino, nordic walking e non solo. È per la maggior parte ciclo pedonale e si articola su tracciati esistenti.
Il punto di ritrovo è il parcheggio di via Carducci, davanti al Centro sociale Forum Due Mori (3), luogo di aggregazione e di riferimento per molti cittadini sacilesi, soprattutto anziani.
Il tracciato corre, quindi, in parte lungo l’esistente percorso ciclo pedonale “Denis Zanette” e prosegue in località San Liberale per poi ritornare verso il centro storico, attraverso viale Trieste, via Cavour, la corte Ragazzoni (4) e il Parco dell’Ortazza (5).
L’itinerario è incantevole e si snoda per buona parte in un’area naturale suggestiva. La restante all’interno del centro storico e, quindi, altrettanto affascinante e stimolante. Lungo il tracciato urbano è possibile ammirare la chiesa di San Liberale (6) e il torrione di San Rocco (7), eretto tra il 1470 ed il 1485 a difesa della città minacciata dall’invasione turca. Si tratta di uno dei tre torrioni rimasti dei cinque, collegati tra loro da cunicoli sotterranei, che originariamente, insieme ad una cinta muraria, difendevano Sacile.
Altra attrazione che si incontra è l’elegante palazzo cinquecentesco Ragazzoni (8), che porta il nome dell’ultima illustre famiglia di armatori e mercanti veneziani che lo abitò e che è forse l’edificio meglio rappresentativo del passato di Sacile.