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testo di prova

Felicita Sartori

Da Sacile a Venezia e Dresda: il viaggio artistico di una pittrice sacilese.

Pittrice e miniaturista immersa nei maggiori ambienti artistici di Venezia e Dresda, conosciuta in tutta Europa per l’empatia e la delicatezza dei suoi pastelli.

Felicita Sartori (1714-1760) è stata una brillante pittrice e miniaturista. 

A quattordici anni venne invitata nello studio dello zio pittore Antonio Dall’Agata per ammirare alcuni disegni; in quest’occasione ebbe l’opportunità di conoscere Rosalba Carriera, pittrice ed intima amica dello zio, che rimase colpita dalla passione della giovane tanto da proporle un avviamento alla pittura in cambio di un aiuto con le faccende domestiche nella sua abitazione veneziana. Fu l’inizio di un duraturo legame affettivo e professionale, tanto che Rosalba divenne il suo indiscusso punto di riferimento. A Venezia divenne amica e confidente di Marianna Carlevaris, figlia del pittore Luca, e di Giovanna Messini di Firenze, entrambe membri del circolo della Carriera. 

Venne iniziata alla tecnica dell’incisione nel 1734 e raggiunse un tale livello di professionalità da essere inserita nella lista degli Intagliatori in rame. 

Nel 1737 Luisa Bergalli – poetessa, drammaturga e traduttrice veneziana – inviò a Rosalba Carriera due ritratti, supplicando la “gentilssima sig.a Felicita” di farne delle incisioni. La permanenza a casa Carriera fu proficua e scandita da costanti progressi specialmente nella tecnica del pastello. Nello stesso anno chiese alla maestra di poter invitare la sorella Angioletta, anch’ella interessata alla carriera artistica. 

Nel 1739 ricevette la visita di Federico Cristiano, principe elettore di Sassonia, figlio di Federico Augusto II salito l’anno prima al trono con il nome di Augusto III e del suo consigliere – anziano, di scarsa bellezza e dalla salute precaria – Franz Joseph von Hoffmann, che della pittrice si innamorò immediatamente; il suo corteggiamento fu così assiduo da convincere il principe non solo di acquistare dei suoi pastelli, ma di offrirle un impiego nella corte di Dresda. Dovettero passare due anni di tentativi per convincere Felicita al matrimonio e quindi ad abbandonare lo studio veneziano (e la sua maestra); dopo la morte di Hoffmann, Felicità Sartori sposò un suo nipote con il quale andò a vivere a Bamberga. Non fece più ritorno a Venezia, morì a Dresda nel 1760 a soli 46 anni.

Del suo viso resta il presunto ritratto, un pastello custodito alla Galleria degli Uffizi intitolato “Ritratto di una dama in costume turco”, realizzato dall’affezionata maestra Rosalba. 

I numerosi lavori della pittrice sacilese, assieme a quelli della Carriera, costituiscono oggi la famosa collezione di pastelli e miniature della Gemaldegalerie di Dresda.

 

“… pregiatissime sono le opere di lei e carissime a chi ne ha … Chiunque ebbe l’incontro di conversare con essa ebbe motivo di restar impresso non men dalla sua virtù, che dalla sua compitezza” (P. Guarienti)